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INCISIONE:

La stampa in ambito artistico e’ una tecnica con la quale vengono create opere d arte mediante l’utilizzo dei procedimenti di stampa  in grado di produrre multipli dello stesso soggetto ma differenti tra loro; possiamo asserire  grazie al procedimento artistico che  ogni esemplare non e’ da considerarsi una copia ma un originale, dato che non viene riprodotta in copia di un’altra riproduzione, e il processo ci consegna una  una nuova opera. Con tecniche di stampa come il monotipo l’artista puo’ direttamente dipingere i colori sulla matrice come un pittore e poi stampare. La parola grafica abbraccia sia il campo della stampa che quello del disegno, ma nel linguaggio corrente la si usa quasi esclusivamente per indicare l’assieme dei mezzi di espressione artistica legati alla stampa. Le piu’ importanti tecniche di riproduzione grafica possono essere cosi’ raggruppate:
# “Incisione in cavo:  consta di una matrice di metallo che puo’ essere incisa direttamente (Bulino, Niello, Maniera nera, Puntasecca), oppure incisa con acidi (Acquaforte, Acquatinta, Cera molle), che comprende: la puntasecca, l’acquaforte, l’acquatinta.
# “Incisione in rilievo“: un procedimento di stampa che si pratica con l’impressione di immagini incolori e sporgenti sulla superficie della carta, che comprende: la xilografia e la linoleografia
# “
Stampa in piano“: realizzata con una matrice, normalmente in pietra, la cui superficie rimane integra, ma, opportunamente trattata, puo’essere disegnata con matite grasse. A questo tipo di stampa appartengono la litografia e la serigrafia. di seguito una breve indicazione delle tecniche maggiormente utilizzate.

PUNTASECCA:
Questa e’ la tecnica piu’ importante: l’incisione con bulino, detta anche puntasecca: consiste nell’incidere, creando un solco mediante un bulino d’acciaio, una lastra di rame o di zinco, nella misura necessaria affinche’ il solco possa ospitare l’inchiostro che successivamente si depositera’ mediante la pressione del torchio sul foglio di carta. Viene considerata una delle tecniche di riproduzione grafica tra le piu’ ricercate, in quanto l’artista, non deve avere il minimo ripensamento su quanto deve eseguire, ed una preparazione notevole come disegnatore. Qualora sbagliasse un solo segno l’artista dovra’ buttar via giorni, talvolta settimane, di lavoro. La lastra di rame che l’artista incide viene inchiostrata a caldo per permettere all’inchiostro di penetrare nel solco creato dal bulino. Si prosegue quindi nella pulitura della lastra. Con l’aiuto di stracci, di carta e alla fine col palmo della mano, si portera’ la lastra alla sua naturale lucentezza. A questo punto abbiamo la lastra carica di colore.Il foglio di carta dovra’ essere immerso in acqua perche’ si inumidisca, in modo che la carta sia sufficientemente flessibile nella pressione che il torchio esercitera’. Dopo di che, con il foglio ancora umido si procedera’ alla stampa.
Mediante un torchio calcografico, e poggiando la lastra incisa sul foglio di carta, si esercitera’ una pressione molto forte sulla lastra, facendola passare tra i due rulli d’acciaio del torchio stesso. A questo punto il colore depositato nei solchi dell’incisione, verra’ trasportato sulla carta ed il lavoro di stampa e’ terminato. Per ogni passaggio di colore occorre rifare tutto il lavoro di inchiostratura e pulitura della lastra. Normalmente si cerca di limitare la tiratura delle copie, ossia il numero degli esemplari da stampare, ad un quantitativo limitatissimo, perche’ la lastra dopo i primi trenta passaggi, avra’ subito una deformazione ed il segno (o solco) si sara’ appiattito a causa della forte pressione dei rulli. Infatti dall’inizio del XIX secolo si procede alla acciaiatura delle lastre, cioe’ si ricopre la lastra di rame di un sottile strato di acciaio, mediante il processo di elettrolisi

ACQUAFORTE:
E’ una delle piu’ antiche tecniche di riproduzione grafica. Prende il nome dall’acido nitrico, liquido corrosivo. L’acquaforte e’ la prima tecnica indiretta in cavo ed e’ la piu’ usata come mezzo espressivo dagli artisti antichi e moderni. Usata sin dal 1510, l’acquaforte consiste nel ricoprire la superficie di una lastra di rame o di zinco, di un materiale che non possa essere corroso dall’acido; per lo piu’, a questo scopo si usa la cera d’api, il bitume giudaico, o il mastice di lacrime. Una volta ricoperta tutta la superficie della lastra, mediante una punta, si procede alla graffiatura, cioe’ si disegna sulla lastra asportando la cera e si libera la parte tracciata con la punta.  Terminato il lavoro di graffiatura si controlla che il risultato ottenuto sia equivalente a quello desiderato e qualora vi fossero dei particolari errati, si puo’ procedere alla correzione riapponendo sulla lastra dell’altra cera e apportando le dovute correzioni. Dopo un ulteriore controllo si passa alla fase di morsura. In un’apposita bacinella si provvede a diluire con le opportune percentuali, l’acido nitrico e immergendo la lastra si inizia il processo di corrosione, cioe’ l’acido scava la lastra in quei punti dove la cera e’ stata asportata. A seconda del tempo di morsura si ottiene un solco, sulla lastra, piu’ o meno profondo. Terminato questo lavoro si rimuove tutta la cera dalla lastra e si passa alla fase di stampa seguendo lo stesso procedimento utilizzato per la stampa della ” puntasecca “

ACQUATINTA:
E’ una incisione indiretta su metallo, rame o zinco e puo’ essere considerata una variante tecnica dell’acquaforte poiche’ le corrosioni avvengono con la morsura della lastra corrosa con l’aiuto dell’acido nitrico. Il procedimento e’ identico a quello descritto per l’acquaforte, ma, l’acquatinta ha effetti simili all’acquerello ed e’ utilizzato quasi esclusivamente per creare delle sfumature di colore. La granulazione si effettua facendo cadere sopra la lastra calda granelli di bitume, che fondono attaccandosi alla lastra  formando un fondo piu’ o meno denso. L’intervento sulla lastra e’ indiretto; infatti le sfumature si ottengono con la sovrapposizione sulla lastra di un pulviscolo sottile di “pece greca”, poi fissata a caldo. La pece in questo caso evita la corrosione della lastra in quei punti dove si va a posare.
Sottoponendo quindi la lastra al procedimento di morsura, l’acido corrodera’ quei punti screpolati e non intacchera’ quelli protetti. Questa era una tecnica prediletta da Pablo Picasso

XILOGRAFIA:
Probabilmente una delle piu’ antiche tecniche grafiche. Le prime stampe su carta ricavate da matrici in legno incise sono state realizzate in Cina; risalgono al VIII secolo della nostra era. In Europa, sulla base di alcuni documenti si deduce che la produzione delle prime xilografie, semplici figure di santi e carte da gioco, debba risalire alla fine del XIV secolo o agli inizi del XV secolo. Queste antiche stampe votive erano immagini essenzialmente lineari, spesso abbellite dalla coloritura a mano. Nell’Ottocento la xilografia conosce un nuovo periodo di grande utilizzo, soprattutto per illustrare libri e giornali. L’invenzione della stampa a caratteri mobili, che applicava ai segni alfabetici il principio della stampa in rilievo , e il conseguente sviluppo dell’editoria hanno rappresentato un campo di utilizzo e applicazione privilegiato per la xilografia. La xilografia e’ il tipico esempio dell’incisione in rilievo. Dal greco, (Xilos = legno e grafia = incisione, scrittura) la parola stessa ci indica che il supporto usato e’ una lastra di legno ben stagionato, preferibilmente il pero; il procedimento per la preparazione del supporto di stampa e’ quello di asportare dalla superficie del legno tutte quelle parti che non dovranno essere inchiostrate e che nel foglio appariranno bianche. Con dei bulini, delle lame, delle frese, si eliminano le varie parti della lastra inutili e viene lasciata in rilievo soltanto la superficie da inchiostrare. Cosi come avviene con il “timbro” le parti in rilievo depositano l’inchiostro sulla carta per mezzo di un torchio che esercita una pressione molto leggera. Variando solo il supporto, invece del legno il linoleum, si ha la linoleografia. E’ una tecnica che viene usata soprattutto perche’ la superficie da incidere e’ molto malleabile e permette risultati piu’ facili da conseguire. Nel 1958/60, Picasso presento’ una serie di 45 linoleografie a colori, ottenute con un procedimento innovativo, in quanto riusci’ ad utilizzare una sola lastra, partendo da colori di fondo coprendo dei particolari ad ogni passaggio di colore. Alcuni celebri artisti che hanno utilizzato questa tecnica sono Albrecht Durer, Hokusai, Gustave Baumann, M. C. Escher.

LITOGRAFIA:
Il procedimento di stampa della litografia venne inventato nel 1796 dall’austriaco Alois Senefelder utilizzando una pietra delle cave di Solnhofen, cittadina nelle vicinanze di Monaco di Baviera. Inizialmente chiamata “stampa chimica su pietra”, assunse ben presto la denominazione di “arte litografica” o, piu’ semplicemente, di litografia. Dal greco litos = pietra e grafia = incisione, scrittura, la litografia consiste nel tracciare dei disegni con delle matite e degli inchiostri litografici su una particolare pietra calcarea ben levigata. I materiali principali utilizzati sono: la pietra calcarea che ha la prerogativa di essere porosa, l’acqua e il grasso. La pietra calcarea ha la proprieta’ di trattenere sia l’acqua che il grasso. Il grasso invece rigetta l’acqua. Disegnando quindi con l’inchiostro litografico, a base di grasso, il colore si depositera’ solo nelle zone toccate dalla matita. Rifiutera’ di depositarsi invece nelle altre zone che vengono bagnate con l’acqua. Inchiostrando e poi stampando sempre con il torchio, il colore dalla lastra si deposita sulla carta. Da un po’ di tempo a questa parte invece della pietra, si usano delle lastre di zinco, che sono piu’ economiche e piu’ leggere, quindi molto piu’ maneggevoli. Tra gli artisti che si sono cimentati con la litografia: Ramon Casas, Basilio Cascella, Marc Chagall,Salvador Dali’, Gustave Dore’, Max Ernst, Francisco Goya, Paul Klee, Edouard Manet, Marino Marini, Joan Miro’,Edvard Munch, Pablo Picasso, Franco Sassi, Heinrich Zille, Giuseppe Ugonia,Vincent van Gogh

SERIGRAFIA:
Riscoperta negli ultimi sessanta anni, ha origini antichissime ed e’ forse il piu’ antico metodo per la riproduzione di disegni e decorazioni. Nasce in Estremo Oriente oltre 2000 anni fa, per riprodurre disegni su stoffa, decorazioni ed altro. Il procedimento tecnico prevede la traccia del disegno da riprodurre su  teli di seta (matrice) opportunamente tesi su dei telai di legno. Quando il disegno e’ pronto si prosegue con la fase di incisione del telaio: questo viene cosparso di gelatina fotosensibile e posando il disegno sul telaio, si espone lo stesso ad una luce molto forte, che permette, mediante i raggi ultravioletti, alla gelatina di essiccarsi in quei punti esposti alla luce e non protetti dall’ombra del disegno. Si monta il telaio di seta su una apposita macchina serigrafica e si procede alla stampa. Posto il foglio di carta sopra il piano di stampa, premendo contro la seta, il colore trasuda dai pori aperti e si deposita sulla carta.Per l’usura limitata che subisce il telaio, e’ possibile con la serigrafia stampare elevate tirature ed e’ pertanto molto usata anche nel settore pubblicitario.

LINOLEOGRAFIA:
Questa tecnica di incisione non e’ diversa rispetto alla xilografia e anche il risultato finale delle stampe e’ apprezzato dagli operatori grafici. La stampa moderna e’ attenta all’uso del linoleum facendone un largo uso; e’ un materiale alternativo rispetto al legno, e viene utilizzato per una matrice di stampa a rilievo. Il linoleum, piu’ agevole e morbido da lavorare rispetto al legno, viene preparato con olio di lino, polvere di sughero e pece greca e presenta una superficie liscia, compatta, che puo’ essere incisa facilmente con le sgorbie (particolare tipo di scalpello che possiede la lama, o ferro, non piano ma sagomato in varie fogge). Diversi autori hanno hanno utilizzato la linoleografia: tra questi, Kandinsky e alcuni Espressionisti. Anche Matisse si e’ interessato utilizzando questo materiale. Non dimentichiamo Picasso, curioso interprete delle espressioni piu’ innovative.

FOTOINCISIONE:
La fotoincisione consiste nel partire da un disegno bidimensionale solitamente generato al computer con programmi di grafica e suddiviso in due fogli (fronte e retro) per arrivare ad ottenere successivamente un trasferimento dello stesso su una lastrina di metallo. Si puo’ fotoincidere ogni tipo di metallo, fatta eccezione per il titanio (che e’ immune all’acido di incisione) e l’acciaio inossidabile, che viene attaccato debolmente. Solitamente si lavora su ottone, rame, alpacca (argentone) e acciaio, in alcuni casi. Una volta generato, il disegno verra’ trasferito sul foglio da una stampante laser dalla buona risoluzione. Per la preparazione di cliches a incavo o a rilievo, vengono usate matrici fotografiche.  Adesso, cio’ che viene stampato in nero sul foglio bianco restera’; tutto il resto verra’ corroso. In questo caso si parla di stampa in positivo.

CROMOLITOGRAFIA:
La cromolitografia rese possibile la produzione di una grande quantita’ di immagini a basso costo. Pensiamo alla produzione industriale di illustrazioni per giornali o libri. Questo procedimento consiste nel tracciare il disegno con una particolare matita grassa su una matrice di pietra. La superficie della lastra litografica viene trattata con una soluzione acida; si  procede inumidendo la matrice e si inchiostra utilizzando un rullo in pelle o in caucciu’. L’inchiostro, a base oleosa, aderisce solo sui tratti disegnati con la matita grassa, mentre viene respinto dalla superficie umida della pietra. Nella successiva fase di stampa solo l’inchiostro che ha aderito al disegno viene impresso sul foglio di carta. Per ogni differente colore e’ necessaria una differente matrice. Grazie alla cromolitografia e’ quindi possibile utilizzare tanti colori, piu’ velocemente, con maggiori sfumature e toni molto piu’ brillanti. Nei primi tempi le cromolitografie erano solo immagini senza scritte e, ritagliate, venivano utilizzate come decorazione di oggetti; l’uso era quasi ornamentale. Dalla seconda meta’ dell’Ottocento assistiamo ad un uso pubblicitario delle immagini che ora vengono affiancate da scritte per propagandare un prodotto. Questa tecnica ando’ avanti sino alla meta’ del novecento, grazie alla buona volonta’ di tipografi artigiani, prima di essere soppiantata dalla fotografia.