- parole e segni -

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Dove: Palermo Museo Riso – Via Vittorio Emanuele n. 365 – 
Telefono: 091587717

Quando: Dal 28 maggio al 28 giugno 2026
Orari: Visitabile da martedì a sabato dalle 9.00 alle 18.30; domenica e festivi dalle 9.00 alle 13.00
Ingresso: gratuito
Organizzazione: assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana


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Apre al pubblico la mostra <I Catalano 1893 – 2026> Un percorso che si srotola oltre un secolo di arte attraverso tre figure centrali della famiglia Catalano: un raro esempio di continuità familiare nella produzione artistica un’occasione per vedere opere, stampe e materiali d’archivio mai esposti. I percorsi dei tre artisti si intrecciano perfettamente ed ognuno contribuisce con un qualcosa. In particolare Eustachio con la struttura, Maurilio con l’immaginazione, Chiara con la forma contemporanea. Tre modi diversi di rispondere alla stessa domanda: è un raccontare il mondo attraverso le forme. L’intreccio tra i linguaggi di Eustachio, Maurilio e Chiara Catalano è una delle cose più affascinanti della loro storia artistica: tre voci diverse che, invece di somigliarsi, si completano. È come se ognuno avesse preso un elemento fondamentale, il segno, il colore, la forma e lo avesse portato al massimo della propria poetica.

Eustachio Catalano (1893-1975) è il fondatore della “linea Catalano”, è l’artista che ha dato alla famiglia la sua “grammatica”: ordine, luce, disciplina del segno. La sua arte nasce dalla grafica d’arte, dalla calcografia e dalla stampa, con un’attenzione quasi musicale alla composizione. La sua arte è caratterizzata: Segno inciso:  linee pulite, essenziali, che costruiscono lo spazio più che descriverlo. Luce strutturata: chiaroscuri netti, quasi architettonici. Composizione classica: equilibrio, proporzione, silenzio. Temi quotidiani:  oggetti semplici, elevati a icone.
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Maurilio Catalano (1937–2020) — Il visionario mediterraneo. In sintesi è l’esplosione del colore dopo il rigore del padre. La sua pittura è un teatro: ironica, simbolica, piena di figure che sembrano uscite da un sogno siciliano. La sua arte è caratterizzata dai Colori vibranti (rossi, blu, gialli mediterranei), Simboli ricorrenti (barchette, pesci, lune, strumenti della pesca), Visione onirica (un mondo sospeso tra fiaba e memoria), Palermo come mito (vicoli, mercati, mare, raccontati come archetipi). Maurilio è il più noto dei tre: un artista che ha trasformato la Sicilia in un linguaggio universale.
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Chiara Catalano (1970 – ) — La forma che diventa oggetto. Chiara porta la linea Catalano nel design contemporaneo. La sua arte vive negli oggetti: sedute, lampade, utensili, elementi d’arredo che uniscono funzionalità e poesia. Le linee fondamentali sono espresse dal Design essenziale ( forme pulite, materiali naturali), dagli Oggetti come sculture (ogni pezzo è un micro-racconto), dal Dialogo con la tradizione (richiami alla Sicilia, ma senza folklore), dalla Funzione + emozione ( l’oggetto non è solo utile, è narrativo). Chiara è la continuità contemporanea della famiglia: porta l’eredità nel presente.
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La mostra include anche: un micro-museo della grafica con torchi storici e materiali d’archivio della Stamperia d’Arte al Borgo. un allestimento non cronologico che mette in dialogo le tre generazioni. La mostra rappresenta un ritratto transgenerazionale dell’arte palermitana, la Macchina dell’Arte, un itinerario espositivo – ospitato presso il Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea e organizzato dall’assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana – che celebra l’essenza di una famiglia che ha fatto dell’espressione visiva il proprio fil rouge esistenziale. Questo racconto prende vita il 28 maggio attraverso un doppio appuntamento. Si comincia alle 17,30 a Palazzetto Agnello (via dell’Incoronazione), dove Palermo accoglie per la prima volta un micro museo della grafica che ripropone l’eredità della storica “Stamperia d’Arte al Borgo”. Lo spazio nasce grazie ai materiali d’archivio e ai torchi d’epoca generosamente donati da Maurilio Catalano. Questa apertura anticiperà l’inaugurazione ufficiale della mostra, prevista per le 18,30 a Palazzo Belmonte Riso (via Vittorio Emanuele, 365).