- Un approccio innovativo -
Dove: Venezia – Punta della Dogana – Prospiciente il bacino San Marco
Quando: Sino al 22/11/2026
Orari: lunedì 14-19 – da martedì a domenica 10-19 -venerdì 10-20 – la biglietteria chiude un’ora prima
Curatrice: Emma Lavigne
Mostra organizzata in partnership con il Metropolitan Museum of Art di New York . La mostra è resa possibile con il supporto esclusivo di Bottega Veneta.
Biglietto unico: Intero: €20
– Ridotto: €15 –
Biglietto 20-26 anni: €7
– Gratuito per i Members Pinault Collection e per i visitatori singoli fino ai 19 anni (visualizzare qui le informazioni per i gruppi scolastici).
Gratuito per i residenti nella Città metropolitana di Venezia e gli studenti degli atenei veneziani: tutti i mercoledì, il primo giorno e l’ultimo giorno di apertura delle mostre.
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Lorna Simpson (nata a Brooklyn il 13 agosto 1960), per la prima volta in Europa con l’ampia personale in corso a Punta della Dogana, offre la visione di oltre vent’anni di attività. Curata da Emma Lavigne aggiorna il percorso espositivo riunendo una cinquantina di opere, tra dipinti, collage, sculture, installazioni e un film, provenienti da collezioni private, istituzioni internazionali, e opere inedite create ad hoc per questa mostra veneziana. Attenta e critica, negli anni ottanta ricerca un approccio innovativo alla fotografia concettuale e alla costante esplorazione dei meccanismi di costruzione delle immagini e, dal 2010, la pittura si impone come ulteriore campo di esplorazione particolarmente fecondo,
attraverso il quale prolunga e approfondisce le grandi questioni che attraversano la sua opera: l’erosione e la ricomparsa della memoria, le falle della rappresentazione, l’instabilità dei racconti. Da oltre un decennio in Europa, la mostra di Lorna Simpson rappresenta la più importante presentazione delle sue esperienze, con particolare attenzione alla sua pratica pittorica. Realizzata in partnership con il Metropolitan Museum of Art di New York, dove nella primavera del 2025 è stata presentata una versione dal titolo “Source Notes”. L’esposizione riunisce nuclei significativi di opere appartenenti alle serie più emblematiche di questo periodo, tra cui Ice, Special Characters ed Earth and Sky. Essa abbraccia oltre vent’anni di attività, includendo alcune delle tele realizzate per la partecipazione dell’artista alla Biennale di Venezia del 2015, sotto la curatela di Okwui Enwezor, fino alla presentazione di diverse opere inedite create appositamente per la mostra. Resistenti a ogni lettura univoca, le sue opere ci conducono in zone incerte poste ai margini del visibile. L’esposizione si articola attorno a tre nuclei che scandiscono il percorso. Si apre con un primo gruppo di composizioni attraversate da figure enigmatiche, echi storici e tensioni politiche che evocano i sollevamenti e la loro repressione. Queste opere diventano il teatro di ambienti inospitali e instabili, attraversati da forze diffuse. Prosegue con una serie di panorami artici, ricreati sulla base di archivi di spedizioni, che si sviluppano in gamme di blu notturni e grigi ghiacciati, conferendo a questi paesaggi cupi una dimensione sospesa e irreale. Sulla soglia della laguna veneziana, queste opere sembrano fluttuare tra due stati,porosi agli elementi e abitati da presenze spettrali pronte a dissolversi. Infine, una galleria di ritratti e di enigmatiche e maestose figure femminili, presentate in particolare nel Cube di Tadao Ando, confronta lo sguardo con la complessità delle identità e l’ambiguità della loro rappresentazione.Da circa quindici anni, il collage occupa un posto centrale nel processo creativo di Simpson, e la mostra ne dà testimonianza con un’installazione che riunisce quaranta collage. Attingendo da un vasto archivio visivo, l’artista fa di questa pratica un terreno di sperimentazione in cui giustapposizioni, slittamenti di senso e associazioni libere trasformano queste immagini in “source notes” destinate a ispirare, in seguito, molte delle sue composizioni.
L’esposizione mette in luce tutta la ricchezza di un linguaggio concettuale e plastico multiforme, che attribuisce un grande spazio all’intuizione. L’artista vi esplora la memoria collettiva, il peso degli stereotipi e i meccanismi di cancellazione, proponendo altrettanti prismi critici con cui rileggere oltre mezzo secolo di storia. L’evocazione degli stati della materia e dei fenomeni naturali – acqua, fuoco, ghiaccio, polvere, meteoriti, nuvole – compone un universo instabile, favorevole alle metamorfosi e alle temporalità sospese.